Intervista a Sebas Velasco

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IL MURALE DI SEBAS VELASCO A LIONI PER IL BAG/OUT

L’edizione 2016 della Biennale Angelo Garofalo, da quest’anno Bag Out, inizia con l’intervento di Sebas Velasco in via Città Gemellate a Lioni (AV). Supportato dall’elevatore e armato di vernici, rulli e pennelli, Sebas ha iniziato il suo murale il 15 luglio continuando a lavorarci per tre giorni.
Abbiamo pensato di raccogliere le sue impressioni sul Bag Out con una piccola intervista.

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Ciao Sebas, raccontaci un po’ della tua esperienza al Bag Out.
Sono davvero sorpreso dal calore dimostrato dai cittadini di Lioni: è raro trovare tanta disponibilità e un’accoglienza così. Sono cresciuto a Burgos e poi mi sono trasferito per studi a Bilbao, essendo due città piuttosto grandi è più difficile trovare questo tipo di atmosfera.
C’è un episodio piacevole in particolare che ti è rimasto impresso?
(Mentre parliamo ci viene offerto un aperitivo estemporaneo a domicilio da Franco, noto ristoratore del posto)
Ecco, direi questo!

Il tuo è il primo murale realizzato per la Biennale. Com’è nato il soggetto?
L’idea per il murale è stata concepita insieme a Manolo Mesa: le pareti su cui abbiamo lavorato sono vicine, pertanto abbiamo cercato di creare una corrispondenza fra i due murales. Pensando al soggetto ci siamo concentrati su un tema classico, figurativo, che rispecchiasse l’identità del territorio cui l’opera era destinata. Una delle principali fonti d’ispirazione è stato il quadro di Angelo Garofalo che il figlio Dario ci aveva mostrato via mail; nel dipinto, un uomo pensieroso scruta l’orizzonte dall’uscio di casa. Quando sono arrivato a Lioni ho cercato un’immagine, un concetto, che si rifacesse a quell’atmosfera. Ero alla ricerca di un personaggio locale che facesse parte della comunità. Finalmente, dopo tanto peregrinare, ho trovato lo “scatto” giusto: il signor Alfonso stava lavorando nel suo orto ed aveva con sé la zappa e un secchio di patate, quella particolare luce e le sue mani indurite dal lavoro nel campo hanno colpito il mio immaginario. Nel murale ho cercato di restituire quel senso di vissuto attraverso i particolari come l’ombra del pergolato e soprattutto la porta che, oltre ad essere un elemento in comune con il quadro di Angelo Garofalo, diventa qui una “quinta” da cui il signor Alfonso sembra venir fuori. Tuttavia, mi piace pensare che ognuno possa avere una sua propria libera interpretazione del murale._MG_8141
Negli ultimi anni sono molti i paesi che stanno valorizzando il loro territorio con i murales, cosa ne pensi di questo fenomeno?
Penso che sia una cosa molto positiva perché attraverso l’arte si può risvegliare l’interesse per la cultura.
Tu hai una formazione “classica”, hai compiuto studi accademici, come mai hai preferito l’Arte Pubblica?
Nel mio caso è stata un’evoluzione naturale: già da adolescente infatti avevo iniziato con i miei amici ad approcciare al mondo dei graffiti. Studiando ho poi appreso le tecniche che mi hanno permesso di continuare ad esprimermi in strada e così…
Collabori spesso con altri artisti nella realizzazione di murales, c’è qualcuno di loro a cui fai riferimento o a cui ti ispiri particolarmente?
Sono tantissimi! E’ difficile fare una lista. Mi piacciono i grandi maestri della pittura come Velasquez e Goya, Joaquin Sorolla e Zuloaga. Nel panorama dell’Arte Pubblica apprezzo molto i lavori di Axel Void, Mesa, Bosoletti e degli Etam Cru e Zoer e Velvet.
Grazie mille Sebas!

Federica Belmonte

English version

THE MURAL OF SEBAS VELASCO IN LIONI FOR BAG OUT

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The 2016 Edition of the Angelo Garofalo Biennal, as from this year “Bag Out”, starts with the intervention of Sebas Velasco in via Città Gemellate in Lioni (AV). Supported by elevator and armed with paint, rollers and brushes, Sebas started his mural on 15 July and continued to work on it for three days. We thought we’d gather his impressions of the Bag Out with a small interview:
-Hi Sebas, tell us about your Bag Out experience
-I am really surprised by the warmth of the citizens of Lioni, it is rare to find so much friendliness and a welcome like that.
I grew up in Burgos and then I moved away to study in Bilbao, being two rather large cities it is harder to find this type of atmosphere.

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-Is there a nice episode in particular has impressed you?
(as we speak, Franco, known local restaurateur, offers us an aperitif)
-Here I would say that!

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-Yours is the first mural created for the Biennal event, how did the subject born?
-The idea for the mural was conceived along with Manolo Mesa: walls we worked on are close, so we tried to create a correspondence between the two murals
Thinking about the subject we focused on a classic theme, figurative, that reflected the identity of the territory on which the opera was intended. A major source of inspiration was the picture of Angelo Garofalo that his son Dario had shown us by mail: in the picture there is a pensive man, scanning the horizon for the front door. When I arrived in Lioni, I searched for an image, a concept that would draw in that atmosphere. I was looking for a local character who was part of the community. Finally, after much wandering, I “found” the right shot:
Mr. Alfonso was working in his garden and he was carrying a hoe and a bucket of potatoes : that particular light and the hands hardened by work in the field, have struck my imagination. In the mural I tried to convey that sense of real-life through the details, like the shade of the Pergola and especially the door that, besides being an element in common with Angelo Garofalo’ picture, becomes here a “wing” from which seems to leave Mr. Alfonso. However, I’d like to think that everyone can have its own interpretation of the mural
-In recent years many countries are valorizing their territory with the murals, what do you think about this phenomenon?
-I think it’s a very positive thing because through the art the interest for the culture can be waked up again.
-You have a classical studies, how come you chose public art?
-In my case it was a natural evolution, already as a teenager, in fact I started with my friends to approach in the world of graffiti. Studying I later learned the techniques that have enabled me to continue to express myself in the street and so …

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-You often collaborate with other artists in the creation of murals, is there anyone that you refer to or that inspires you the most?
-Oh yes, there’s more than one! It is difficult to make a list. I like the great masters of painting as Velasquez, Goya, Joaquin Sorolla and Zuloaga. In the panorama of public art I greatly appreciate the work of Axel Void, Mesa, Bosoletti and Etan Cru and Zoer and Velvet
-Thank you so much Sebas

Traduzione a cura di Tiziana Ciccone

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